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CREATIVITY CONTEST - Artisti selezionati 2014

22 marzo 2014
Elenco selezionati per partecipare al  "Creativity Contest-Il gioiello si mette in posa" 1° edizione

Stefanis Alexandres è nato in Grecia, vive e lavora a St. Cloud, Florida (Stati Uniti). L’arte bizantina e i disegni arcaici sono alla base della sua formazione, che avviene tra il ’64 e il ’72. Nel 1974 apre ad Atene il suo primo atelier. Scultore e designer del gioiello lavora prevalentemente con titanio, oro, argento e rame. Nel 1988 emigra negli Stati Uniti stabilendosi in Florida, dove la United Arts of Central Florida gli ha assegnato il premio annuale riservato agli artisti nel 2007 e 2010.

Silvia Beccaria è nata a Torino nel 1965, vive e lavora a Torino. Dopo la Laurea in Filosofia e un Master in Arte Terapiapresso l’Università di Torino, ha iniziato un percorso di studio come Progettista Tessile, specializzandosi in Fiber Art. Designer tessile utilizza la tecnica della tessitura a mano progettando e realizzando abiti-scultura, gioielli contemporanei, arazzi e tessuti per interni. Le fibre impiegate per le sue opere includono lana, gomma, carta, metallo, plastica.

Sofia Beilharz è nata a Filderstadt (Germania) nel 1981, vive e lavora a Düsseldorf. Apprendista orafa a Lipsia, si è laureata in Arti Applicate e Design all’Università delle Scienze Applicate di Düsseldorf. Espone i suoi gioielli dal 2006. Punto di partenza dei suoi lavori è sempre la geometria. Forme essenziali e lineari che da un piano bidimensionale passano alla tridimensionalità. In questa fase di passaggio tra una dimensione e l’altra entrano in gioco anche le dinamiche di semplicità e complessità. Altrettanto importante è l’interazione del corpo e del movimento, fattori determinanti nel rendere unico il gioiello.

Maria Cristina Bellucci è nata in Italia nel 1964, vive e lavora a Roma. Si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Roma e ha frequentato il corso di oreficeria alla scuola di Arti Ornamentali di Roma. Per diversi anni ha lavorato in ambito teatrale e cinematografico alla decorazione di abiti e accessori, costruendo anche monili per uso scenico prima di dedicarsi al gioiello contemporaneo. Nel 2008 ha frequentato un corso intensivo presso la scuola Alchimia di Firenze. Utilizza prevalentemente l'argento, ma anche l'oro e materiali non preziosi tra cui il legno delle matite colorate.

Isabelle Busnel è nata in Francia nel 1965, vive e lavora a Londra. Dopo una carriera di quindici anni in ambito finanziario e bancario ha deciso di dedicarsi al design del gioiello conseguendo l’Higher National Diploma e poi il Master in Design del Gioiello presso il Sir John Cass Department of Art, Media and Design della London Metropolitan University. Nel suo lavoro, caratterizzato dall’uso predominante del bianco, usa in modo versatile e inaspettato soprattutto metalli, verniciatura a polveri, smalto e gomma.

Clara Del Papa è nata in Venezuela. Architetto, urbanista, designer d'interni e di giardini, è cresciuta e si è formata negli ambienti artistici e culturali sudamericani. Dagli anni ’90 si è specializzata nelle tecniche di lavoro orafe, studiando gemmologia, sbalzo, incastonatura, smalti. Nelle sue realizzazioni convivono simboli e suggestioni, sapori e odori, paesaggi e tradizioni lontani, re-immaginati nell'argento antico, nell'oro, nel bronzo che vengono integrati con resine, terre, sabbie.

Maria Diana (Cagliari 1973) e Sara Kirschen (Roma 1975), entrambe vivono e lavorano a Roma. La loro prima collaborazione nasce in occasione del “Creativity Contest - Il gioiello si mette in posa 2014”.
Maria Diana dopo la laurea in architettura ha seguito corsi specialistici per apprendere le tecniche di lavorazione di ceramica, grès e porcellana ad alte temperature, frequentando studi di artisti contemporanei. Dal 1999 si occupa di gioiello contemporaneo realizzando una propria linea in ceramica, grès, porcellana e lustri in oro e platino. Nel 2013 ha vinto il concorso Roma Provincia Creativa per l'accesso al fondo per la creatività. Nel 2014 ha frequentato un corso intensivo di tecniche orafe presso la scuola Alchimia di Firenze. 
Sara Kirschen è sociologa, dagli anni `90 si è avvicinata all’arte della ceramica specializzandosi nelle tecniche di riduzione quali raku, naked raku, pit-fire, cotture con segatura e sperimentando effetti di affumicazioni e lustri metallici. Gli oggetti vengono realizzati al tornio elettrico, a lastre e a colaggio; le forme sono semplici, spesso lineari, ma attentamente studiate per raggiungere un risultato di perfetta armonia.

Francesca Gabrielli è nata in Italia nel 1966, vive e lavora a Roma.
Dopo la maturità scientifica si è diplomata in Oreficeria presso la Scuola Orafa Romana, che le ha aperto il mondo delle antiche botteghe orafe dove ha appreso i segreti.
Nel 2004 ha realizzato la croce esposta sull’altare maggiore di Santa Maria in Trastevere a Roma. Affascinata sia dalla pittura che dalla scultura, nelle sue creazioni fonde le due arti giocando con i colori dei minerali e la plasticità dei metalli.

Lucilla Giovanninetti è nata in Italia, vive e lavora a Milano. Ha conseguito la laurea in Lettere con indirizzo artistico e il perfezionamento post universitario in Operatori per il settore della moda. Dagli anni ’90 si dedica alla progettazione di bijoux contemporanei e accessori di moda. Tra il 1992 e il 2003 ha prodotto una linea di moda con il marchio LUCILLA GI, successivamente è nato il brand EANDARE con cui firma gioielli in tessuto e metallo (argento, ottone, bronzo) in cui convivono leggerezza e materia.

Mirka Janeckova è nata nella Repubblica Ceca, vive e lavora nel Regno Unito. Si è laureata alla Glasgow School of Art specializzandosi in Oreficeria e Gioielleria. Nel 2011 durante una residenza d’artista a Halifax, Nova Scotia (Canada) ha iniziato a sperimentare una modalità innovativa di applicazione delle tecniche tradizionali nella realizzazione di gioielli di porcellana e metallo. Per le sue creazioni s’ispira al Surrealismo e alle culture indigene concentrandosi nell’uso del bianco per la sua valenza simbolica di unità.

Iro Kaskani è nata a Cipro, vive e lavora a Nicosia (Cipro). Si è laureata in Architettura a Firenze, dove ha studiato Design e Manifattura del gioiello. Forma, scultura, equilibrio sono alla base della sua ricerca, in cui esplora l’idea di spazio coniugando materiali preziosi e altri che non lo sono. Nel 2007 ha aperto a Nicosia il suo atelier/spazio espositivo che ha chiamato “The space in between”.

Erato Kouloubi è nata ad Atene nel 1976, vive e lavora ad Atene. Si è diplomata in Design del gioiello al Mokume di Atene, frequentando a Londra seminari di lavorazione del vetro (Central Saint Martins) e colorazione chimica e patinatura di metalli (Camberwell College of Arts). Nel progettare gioielli assemblati in una forma astratta che creano una molteplicità di punti di vista, s’ispira alle avanguardie storiche, in particolare al Cubismo e Costruttivismo. Nel centro storico di Atene ha aperto lo spazio alternativo “Popeye Loves Olive”, dedicato ai tatuaggi e ai gioielli contemporanei.

Mia (Eunmi) Kwon è nata nel 1976 a Seoul (Corea del Sud), vive e lavora a Berlino. Si è diplomata in Ceramica Artigianale alla Kookmin University for Architecture & Design di Seoul, approfondendo in Germania la conoscenza della porcellana attraverso lo studio presso la Burg Giebichenstein University of Art & Design Halle e il master alla FHP University of Applied Science di Potsdam. Rendere la porcellana indossabile è la sua mission. Nel suo lavoro le forme minimali sono spesso associate all’uso del bianco, mentre la preziosità della porcellana dialoga con le dinamiche del tessuto.

Salome Lippuner è nata nel 1956 in Svizzera, vive e lavora a Twann (Svizzera). Ha studiato Gioielleria alla Scuola di Arti e Mestieri di Zurigo. Nel 1998 è rimasta affascinata dall’arte giapponese della lacca Urushi, a cui è stata introdotta da Silvia Miklin-Kniefacz a Vienna e da Mashu Takubo a Vienna e Tokyo. Nel 2002 si è recata per la prima volta in Giappone. Seguiranno vari soggiorni: nel 2004 a Wajima per studiare la tecnica delle lacche Wajima-nuri con il maestro Masaaki Ooe e la laccatura Maki-e con il maestro Toshio Ebata. Nei suoi gioielli coniuga la libertà creativa con l’utilizzo di quest’antica tecnica del Sol Levante le cui caratteristiche sono brillantezza della superficie, calore, resistenza

Viktoria Münzker è nata nel 1978 a Bratislava (Slovacchia), vive e lavora a Vienna. Ha studiato Gioielleria e Metalli all’Accademia di Belle Arti e Design di Bratislava. Dal 2004 espone i suoi gioielli partecipando a numerose mostre internazionali. La perfezione delle forme della natura e la bellezza del materiale sono per lei una costante fonte d’ispirazione. Regno animale, vegetale e minerale convergono in uno spazio comune in cui l’artista libera la fantasia e lascia affiorare l’inconscio. Dalle sue mani nascono forme autonome che non sono la mimesi di quelle che le hanno ispirate, piuttosto sono nuovi coralli, licheni, conchiglie… impreziositi da sentimenti, sogni, paure, desideri.

Irene Palomar è nata in Argentina, vive e lavora a Buenos Aires. Dopo una carriera professionale di trent’anni come agrimensore, dal 2007 si dedica unicamente al gioiello contemporaneo. A Buenos Aires ha studiato privatamente con Flor Fiszman, Mabel Pena, Francine Schloeth, Antonio Pujía. Nel 2009 e 2012 ha frequentato a Barcellona i workshop di Eugen Steier e Walter Chen. La creazione dei suoi pezzi è vissuta come un momento molto intimo per esternare sentimenti ed emozioni.

Jelka Quintelier è nata in Belgio, vive e lavora a Londra. Si è formata nell’ambito del Design trovando nel gioiello il punto d’incontro tra design, moda e scultura. Il suo obiettivo è interpretare il concetto di ornamento con uno sguardo più aperto. L’idea della trasformazione è alla base di questa visione in cui vengono coinvolti anche materiali del quotidiano. Nella serie “Black Lune” impiega la gomma sintetica EPDM (Ethylene-Propylene Diene Monomer), materiale non convenzionale e molto resistente. I disegni digitali vengono tagliati con il laser, ne nascono gioielli particolarmente facili da indossare ma di grande impatto estetico. 

Giulia Savino è nata a Vercelli nel 1987, vive e lavora al Cairo. Dopo la laurea in Fashion Design al Politecnico di Milano, ha frequentato presso Alchimia di Firenze il corso triennale in Gioielleria con Peter Bauhuis e Ruudt Peters. Realizza i suoi gioielli amalgamando ferro, plastica e alluminio che abbina quasi sempre all’argento; ma usa anche vari tipi di legno (ulivo, sandalo) e sperimenta nuovi materiali come la gommapiuma. Dal 2012 collabora come assistente designer e docente con la ditta Azza Fahmy Design Studio del Cairo.

Chiara Scarpitti è nata in Italia, vive e lavora a Napoli. Si è laureata in Disegno Industriale presso la SUN - Seconda Università degli Studi di Napoli e, successivamente, ha conseguito la laurea specialistica in Design della Moda presso il Politecnico di Milano. Designer specializzata in gioiello e prodotti contemporanei, sperimenta soluzioni possibili e impossibili con particolare attenzione alla componente poetico-filosofica che sta dietro ad ogni oggetto. Le sue riflessioni progettuali indagano una contemporaneità multidisciplinare, attraverso l’ibridazione di antiche manifatture artigianali e nuove tecniche di produzione digitale.

Camilla Teglio è nata a Genova nel 1977, vive e lavora a Sori (Genova). Dopo la laurea in Scienze Politiche e un’esperienza professionale nel campo del marketing e del commercio ha frequentato per tre anni i corsi di specializzazione in gioielleria contemporanea organizzati da Alchimia di Firenze. L’elemento principale del suo lavoro è la ricerca di pattern e texture che inserisce nei gioielli con tecniche e materiali differenti, attraverso un’operazione di stratificazione e sovrapposizione. La collezione delle carte giapponesi, ispirate all’Ukiyoe, in particolare, nasce proprio dall’associazione di colori, carte e superfici alla ricerca della forma. Il lavoro procede strato dopo strato, per concludersi solo nel momento in cui l’artista sente di aver trovato la giusta armonia tra colore, dimensione, forma ed il corpo.

Luca Tripaldi è nato a Torino nel 1969, vive e lavora a Torino. La formazione in Grafica Pubblicitaria, insieme all’esperienza decennale in ambito teatrale come scultore, a cui è seguita quella altrettanto lunga nel proprio laboratorio come ceramista, si fondono insieme nella creazione di gioielli. I monili vengono realizzati esclusivamente in porcellana cotta all’osso a 1260 gradi. Pur prediligendo linee essenziali e l’uso del bianco e nero, i suoi gioielli evocano la creatività e la cura del dettaglio della sartoria teatrale, evidenziata dall’uso frequente di grafiche stampate con la tecnica della decalcomania disegnate ed elaborate al computer.

Barbara Uderzo è nata a Vicenza nel 1965, vive e lavora tra Creazzo (Vicenza) e Milano. Si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 1990 segue il primo corso di Assistente alla produzione e al Design orafo presso la Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza, a cui ne seguiranno altri inclusa modellazione in cera e microfusione, gemmologia, computer design. I suoi gioielli sono risultato di ricerca e sperimentazione con materie preziosi accanto a legno, plastica, carta, cera e materiali commestibili come lo zucchero, le caramelle gommose, il cioccolato, il ghiaccio. Interessata a creare anche oggetti effimeri in cui sia fondamentale l’aspetto concettuale del lavoro, l’artista pone l’accento con una vena ludica e ironica sul percorso progettuale e sulla reazione del fruitore. Nel 2010 ha aperto a Milano lo studio “the blob house”.

Violaine Ulmer è nata in Francia, vive e lavora a Tolosa. Dopo gli studi universitari in Arte Plastica si è interessata al gioiello contemporaneo seguendo una sua ricerca personale che l’ha portata a considerare il monile alla stregua di un pezzo scultoreo. Nel dialogo tra forma e spazio entrano, quindi, in gioco sia l’interazione della luce che la trasparenza. In questa visione che coniuga arte-moda-design nascono quelli che l’artista definisce “objewels”, ovvero oggetti-sculture-gioielli. L’equilibrio tra sobrietà e fantasia fa parte della ricerca. Quanto, invece, alle fonti d’ispirazione si devono ricercare prevalentemente tra gli elementi naturali e architettonici, il disegno industriale, come pure la moda e l’arte pittorica.

 

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