{"id":18030,"date":"2020-12-31T21:32:00","date_gmt":"2020-12-31T20:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/creativityoggetti.it\/elisa-confortini\/"},"modified":"2023-08-23T16:46:42","modified_gmt":"2023-08-23T16:46:42","slug":"elisa-confortini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/home-decor\/elisa-confortini\/","title":{"rendered":"Elisa Confortini &#8211; Sentieri Nei Boschi"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;SENTIERI NEI BOSCHI&#8221;<br \/>\nPercorsi, forme e riflessioni intorno alla natura.<\/p>\n<p>Un \u00a0aspetto caratterizzante del lavoro artistico della Confortini \u00e8 quello della sua forte empatia con il mondo naturale: una sensibilit\u00e0 emotiva che si integra con il suo personale processo di elaborazione manuale delle terre, ma che attraverso un\u2019attenta analisi dei propri strumenti linguistici e operativi \u00a0si carica anche di un\u2019innovativa impostazione concettuale.<\/p>\n<p>Per Elisa Confortini il gr\u00e8s \u00e8 un materiale ideale per tradurre in arte le sue passioni naturalistiche. Nelle sua infinita catalogazione di insetti o forme animali e vegetali non si stanca mai di ordinare e riunire in gruppi queste sue creazioni di immaginarie forme di vita. Non possiamo che condividere questa sua passione ripercorrendo dalla nostra infanzia le instancabili ricerche da inesperti esploratori in boschi o fiumi, prati o su spiagge assolate alla ricerca di forme di vita, minerali, conchiglie e vegetali da collezionare. \u00c8 per questo che le opere che Elisa ci propone tornano alla luce da un passato remoto e si mostrano a noi come forme familiari.<br \/>\nQuesta perizia nel lavorare il gr\u00e8s ha fatto s\u00ec che i suoi lavori acquisissero una propria vita: un respiro vitale. Nei semi o negli insetti oppure nelle delicate forme vegetali che nascono all&#8217;interno di perfette figure geometriche, ci conduce nel suo personale e delicato linguaggio poetico senza mai spingerci a comprendere fino in fondo ci\u00f2 che osserviamo ma concedendoci uno spazio di libero arbitrio. Dai suoi lavori veniamo irrimediabilmente attratti, ed \u00e8 come trovarsi al cospetto di un enigmatico evento naturale.<br \/>\nA chi entra nella &#8220;Wunderkammer\u201d di Elisa non occorre un Dio Thot-Ermes per poter decodificare le sue opere &#8220;para-scientifiche&#8221;, esse parlano una lingua intellegibile a tutti, le sue creazioni risultano semplici alla nostra percezione, perch\u00e9 questi simboli ancestrali, lo scarabeo, i semi, le ossa, i minerali sono parte di noi e del nostro passato remoto di cacciatori e raccoglitori.<br \/>\nL\u2019obiettivo di Elisa \u00e8 conservare, raccogliere e poi fabbricare plasticamente questi oggetti straordinari per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche. In essi si conserva analogicamente l\u2019oggetto ritratto, ma al tempo stesso la forma, la materia, la superficie ed il colore stessi, ne restituiscono un nuovo valore formale, un insetto o un vegetale si metamorfosano in forme geometriche astratte e al tempo stesso salvaguardano tutta la loro forza simbolica delle forme naturali, ed \u00e8 qua che si perde i segno, il senso o il limite fra naturale ed astratto, i due linguaggi si assomigliano fino a plasmare nuove ed inaspettate forme di vita.<br \/>\nElisa Confortini crea questi &#8220;corpi-materia&#8221; osservando ed immaginando la natura (Imago Naturae) ma contemporaneamente stravolge il linguaggio per disorientare l\u2019osservatore. \u00c8 una continua ricerca del punto di non ritorno che si trova nel limite fra l&#8217;astrazione pura, la ricerca informale e materica dell\u2019essenza stessa dei materiali e nelle innumerevoli forme della natura. Elisa mescola alchemicamente tutti questi ingredienti con saggezza &#8220;zen&#8221;, togliendo il superfluo fino ad arrivare ad una Gestalt di estremo equilibrio, pulizia ed essenzialit\u00e0. Anche il colore \u00e8 usato con grande sobriet\u00e0, sono gli stessi materiali e la loro naturale colorazione che si forma con l\u2019alta temperatura a 1300 gradi, gli sporadici apporti cromatici che Elisa usa per le sue opere, oltre alla decocalcomania ceramica e al bianco immacolato della porcellana. (Alessandro Bellucci)<\/p>\n<p>Elisa Confortini \u00e8 un\u2019artista che fa dialogare la materia (il gr\u00e8s nello specifico) con una sapiente interpretazione artistico-scientifica trasformando la stessa in arte.<br \/>\nBresciana di nascita (1973) e ligure di adozione, lavora a Genova dove ha aperto il suo laboratorio \u2019&#8221;Atelier 99&#8243;. Ha una formazione scientifica e con grande passione e ottimi risultati si occupa fin da adolescente di macro-fotografia, in futuro questa attivit\u00e0 le sar\u00e0 molto utile nella realizzazione dei suoi lavori. Inizia a fare pratica sulla ceramica dalla met\u00e0 degli anni &#8217;90, dopo una casuale (ma provvidenziale) lettura di un articolo sulla cottura Raku scoperto su una rivista specializzata. Cos\u00ec inizia il suo percorso di conoscenza verso questa disciplina che non ha pi\u00f9 abbandonato diventando un&#8217;artista-ceramista di professione. Dal 1996 al 1998 frequenta stages in diversi ateliers, in particolare quello della ceramista Enrica Negri a Milano. Nel 2007 \u00e8 tra i vincitori del concorso per artisti emergenti organizzato dall\u2019ICMEA (International Ceramic Magazine Editors Association). L\u2019anno successivo \u00e8 invitata al progetto FLICAM di scambio artistico tra Italia e Cina. Dal 2009 inizia a frequentare lo studio dello scultore Adriano Leverone. Partecipa inoltre alle biennali internazionali di Arte Ceramica di Faenza, Manises e Alcora in Spagna, Aveiro in Portogallo, Kapfenberg in Austria, Taiwan e Parigi.<\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;SENTIERI NEI BOSCHI&#8221; Percorsi, forme e riflessioni intorno alla natura. 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