{"id":56261,"date":"2018-03-25T19:20:36","date_gmt":"2018-03-25T17:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/collections\/in-viaggio-per-la-ceramica-2\/"},"modified":"2018-03-25T19:20:36","modified_gmt":"2018-03-25T19:20:36","slug":"in-viaggio-per-la-ceramica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/blog-en\/in-viaggio-per-la-ceramica-2\/","title":{"rendered":"In viaggio per la ceramica."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Quattro giorni, Emilia, Romagna, sei botteghe, ceramica, ceramisti e tanti incontri.<br \/>\n<b>Viaggio per la ceramica documentato da Barbara driver e non solo &#8230;<\/b><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><em>&#8220;L&#8217;uomo \u00e8 un essere di desiderio. Il lavoro pu\u00f2 solo soddisfare i suoi bisogni. Sono rari i privilegiati che riescono a soddisfare i bisogni dando retta al desiderio. Costoro non lavorano mai.&#8221;<br \/>\n<\/em><\/span><em>(Henry Laborit \u201cElogio della fuga\u201d)<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em>Domenica 18 marzo 2018 ore 9.15, in perfetto orario, nel pieno centro della citt\u00e0, io e Susy, carichiamo la macchina sotto la pioggia di Torino che ci regala la Turin Marathon e, per questo disagio, non previsto, ritardiamo la partenza di ben 45 minuti. La speranza di trovare bel tempo ci d\u00e0 la carica per affrontare il viaggio. Arrivate sul posto la pioggia si fa pi\u00f9 intensa, accompagnata da un vento gelido. Nel mezzo di una campagna sperduta, in quel di Montecchio, ci accolgono Claudia e Martino, giovani ceramisti dal nome \u201cAmaaro\u201d. L\u2019impatto \u00e8 immediato: il caldo del laboratorio, le forme di animali come conigli, mucche, anatre,\u2026 i colori vivaci delle opere ed i loro sorrisi ci riscaldano subito. Sono vestiti da \u201castronauti\u201d, una tuta bianca, mascherina e guanti, nonostante sia domenica mattina sono al lavoro e ben disposti a farci vedere le loro opere. Con umilt\u00e0 e timido orgoglio ci presentano le nuove creazioni. Quello che si respira \u00e8 entusiasmo, bravura, leggerezza.<\/p>\n<p>Susy si precipita ad osservare le opere finite per poter scegliere che cosa portare a Torino, io \u201crapisco\u201d Martino per farmi spiegare i processi di lavorazione. Lui mi racconta che era un architetto e che ha lasciato la sua professione per inseguire la sua passione: creare oggetti, lavorare la ceramica in modo originale, nuovo; Mi racconta che il laboratorio era molto pi\u00f9 piccolo di quello che vedo oggi e che, ora, si stanno allargando in quello che era uno spazio di famiglia: da una parte il laboratorio pieno di polvere ed oggetti grezzi, dall\u2019altra lo show room con le opere finite. Esattamente ci\u00f2 che percepisco dai suoi racconti: da una parte la sfida verso il futuro con tutte le paure che ne comportano, proprio come il laboratorio che \u00e8 la stanza di preparazione, piena di polvere ed oggetti da sistemare e terminare, e dall\u2019altra la certezza che oggi la sua vita abbia preso forma, colore, proprio come \u00e8 lo show room. Dopo la pausa pranzo in quello che era un ristorante-balera, congelato nel tempo, rientriamo in laboratorio, incartiamo tutto e carichiamo la macchina con oggetti nuovi. I tempi sono ristretti. Avrei voluto fermarmi di pi\u00f9 e, forse, se ci fosse stato il sole, questo sarebbe successo, ma il dovere ci chiama e ripartiamo per incontrare un\u2019altra coppia di artisti a Ferrara : i Sig.ri Biavati. Salutiamo Claudia e Martino che, dopo il pranzo ed il vino \u201cVerum Gaudium Lambruschin\u201d, si sono rilassati, lasciando da parte la timidezza. Ci abbracciamo ed \u00e8 un sincero abbraccio. Arrivate a Ferrara sistemiamo le valigie in un bed&amp;breakfast ed andiamo a cena dai Sig. Biavati. La pioggia ed il vento sono sempre con noi&#8230; si vocifera neve in nottata&#8230;. Entriamo nell\u2019abitazione dei Sig.ri Biavati e mi si presentano due immagini che mi danno la sensazione calda di casa e famiglia, due componenti che sono rare quando viaggi e che ti fanno sentire meno lontani dagli affetti: il camino acceso ed una bella cosciona di prosciutto crudo pronto per essere tagliato al coltello da Riccardo che ha cucinato la cena ed Antonella che ci ha preparato una torta spettacolare.<\/p>\n<p>\u201cGran parte del carattere di ogni uomo pu\u00f2 essere letto nella sua casa&#8221;. (John Ruskin)<\/p>\n<p>La casa dei Sig. Biavati \u00e8 un concentrato di disegni di Riccardo e loro opere in ceramica, ben disposte, ben chiare, pulite. Io mi perdo ad osservarle mentre Susy racconta del viaggio e parla di lavoro&#8230;. Ritorniamo nel B&amp;B affrontando il vento e la pioggia, ma \u00e8 a soli 5 minuti da \u201ccasa Biavati\u201d per fortuna.<br \/>\nIl mattino dopo Riccardo viene a prenderci ed andiamo nella loro bottega in centro a Ferrara. \u00c8 un mondo fatto di ceramica dove si riproducono favole, gufi, animaletti, paesaggi fantastici di diverse forme e dimensioni, dai colori poco vivaci ma dolci ed accentuati al punto giusto. C\u2019\u00e8 un ragazzo che sta preparando il pescecane e Pinocchio. Immortalo il momento per confrontare\u201d il prima e il dopo\u201d. Solita cosa: Susy sceglie gli oggetti da ritirare e io confabulo con l\u2019artista di Pinocchio. Qui la polvere e il grezzo non sono nel percorso del laboratorio, ma su due piani ben distinti, il laboratorio, infatti, \u00e8 al piano di sopra, ed \u00e8 l\u00ec che si vedono le opere in \u201cgrezzo\u201d. Quello che salta subito ai miei occhi \u00e8 l\u2019ordine con cui tutti gli oggetti sono disposti, che non avevo trovato a casa \u201cAmaaro\u201d:<\/p>\n<p><i>L\u2019uomo vive del disordine del suo cuore e muore dell\u2019ordine che la vita vi stabilisce. (<\/i><i>Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila) <\/i> <\/p>\n<p>Salutiamo i Sig.ri Biavati in maniera composta ma sincera, per raggiungere Tresigallo, dove ci aspetta Sara Mantovani per pranzo. Arriviamo nel suo laboratorio- casa e lei si scusa con Susy per non aver prodotto nulla di nuovo, \u00e8 molto impegnata in questo periodo con mostre, ordini etc&#8230; per cui ci\u00f2 che vedremo \u00e8 destinato ad altro \u201ccommercio\u201d. Susy capisce il motivo e osserva comunque ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di nuovo senza trattenere le lodi per quest\u2019artista davvero molto brava e dandole due dritte su cosa avrebbe bisogno per il futuro, per rinnovare, per stupire, caratteristiche che ritrovi nel suo negozio. Sara ascolta come fanno i bimbi quando parla la maestra, memorizza tutto fissandola negli occhi e ripetendo il si con la testa. Pranziamo assieme con piadina tipica di eccezionale bont\u00e0; salutiamo Sara che nel frattempo ha elogiato i miei disegni e l\u2019ha fatto in modo molto naturale e curioso, com\u2019\u00e8 lei, come sono le sue creazioni, accostate da tecniche lucide e ruvide, di colori neutri ma eleganti, che emanano curiosit\u00e0, semplicit\u00e0, empatia, un mondo a parte che la rispecchia molto. Un onore per me quando ricevo i suoi complimenti, che confermano che solo i grandi hanno la caratteristica di essere umili, semplici.<\/p>\n<p><i>\u201cLa giovinezza \u00e8 felice, perch\u00e9 ha la capacit\u00e0 di vedere la bellezza. Chiunque conservi la capacit\u00e0 di cogliere la bellezza non diventer\u00e0 mai vecchio.\u201d <\/i>(Franz Kafka)<\/p>\n<p>Partiamo per Faenza dove ci aspetter\u00e0 Mirta Morigi che mi \u00e8 stata descritta come una donna energica, allegra, esuberante e molto famosa dalle sue parti e non solo. Sono curiosa, non vedo l\u2019ora di conoscere il suo mondo. Lo sguardo al meteo \u00e8 diventato un contorno, il sole l\u2019abbiamo incontrato grazie all\u2019incontro con gli artisti, non \u00e8 per noi pi\u00f9 un problema e, infatti, consultiamo il telefono solo per attivare il navigatore che con la voce di Susy \u00e8 anche pi\u00f9 divertente: confonde la destra con la sinistra e sono tanti i momenti in cui metto l\u2019indicatore da una parte per girare dall\u2019altra. Entriamo nel centro di Faenza per passare dal laboratorio dove Susy ritirer\u00e0 le chiavi di casa di Mirta che ci ospiter\u00e0 a dormire. La casa di Mirta \u00e8 un piccolo museo di ceramiche, libri, oggetti, coperte orientali, oggetti artigianali e il profumo di spezie invade i miei sensi. Mi perdo nell\u2019osservare tutti gli oggetti che una casa possa contenere e la paragono con la mia, che ne ha gi\u00e0 tanti di oggetti, ma che questa supera per numero ed originalit\u00e0. Sistemiamo le valigie siamo pronte per andare nel suo laboratorio.<br \/>\nL\u2019ingresso da un portone a forma di arco in mattoni presagisce storia, produzione, artigianato puro. Quando entro ho l\u2019impatto con numerosi oggetti impolverati che sono l\u00ec da anni, foto del passato, biglietti, giocattoli antichi appesi ad un filo, disegni che le persone hanno lasciato come ricordo del proprio passaggio. Si respira storia, ma anche duro lavoro e produzione ben organizzata.<br \/>\nC\u2019\u00e8 polvere, tanta polvere.<br \/>\nCi sono vasi, tanti vasi.<br \/>\nCi sono oggetti, tanti oggetti.<br \/>\nSerena ed Edda lavorano con Mirta, da tanti anni, ma sono tanti i ceramisti che si appoggiano al suo laboratorio per creare ed aiutare la produzione di oggetti. Serena disegna su ceramica e la sua posizione curva sulla sedia, il movimento delle mani che muove con dimestichezza maneggiando gli attrezzi da lavoro, quasi senza guardare se l\u2019oggetto che cerca sia in quel preciso posto, mi fanno capire che fa questo mestiere da tantissimo tempo. La fluidit\u00e0 con cui posiziona le ceramiche da decorare \u00e8 unica. Lei fa principalmente questo, ma poi si sposta per tutto il laboratorio in tempi ben precisi e per fare altro che probabilmente ha lasciato indietro, ma che sa di dover terminare entro sera. Edda \u00e8 pi\u00f9 pratica, sistema le creazioni, si sposta da una parte all\u2019altra del laboratorio con fogli in mano, ma poi passa alla parte manuale, spruzzando vernici, sistemando le ceramiche che andranno in cottura, un fact-totum diciamo, ed infatti sar\u00e0 quella che gestir\u00e0 la contabilit\u00e0 con Susy. Io mi aggiro per il laboratorio come farebbe una bambina in un parco giochi, dove tutto quello che vede \u00e8 nuovo e bello. Passo da una parte all\u2019altra delle stanze cercando di capire i vari processi di produzione e, infatti, di l\u00ec a poco blocco Edda per chiederle delucidazioni su cosa stia facendo. Lei mi dice che sta spruzzando una vernice, necessaria per la cottura e che il bello di ci\u00f2 che vedo, e che andr\u00e0 a mettere in forno, sono proprio i risultati del colore che si presentano in una tonalit\u00e0, ma che, dopo la cottura, risulteranno diversissimi: \u201cE\u2019 il bello di questo mestiere\u201d mi dice \u201chai sempre la sorpresa di ci\u00f2 che ne verr\u00e0 fuori\u201d. Nel frattempo Mirta ha finito di lavorare a computer e si sposta a modellare un bruco. Rimango incantata dal suo modo di fare. Ancora non mi ha rivolto la parola, tranne che per presentarsi. \u00c8 una donna di spessore che studia le persone per poi, se le vanno a genio, rivolgere loro la parola. Sento la forza dell\u2019esperienza, del vissuto, della fragilit\u00e0 e forza allo stesso tempo, sono concertate tutte l\u00ec, nel suo corpo minuto ma rigido, ma soprattutto nelle sue mani, che immortalo con una foto in primo piano mentre lavora la ceramica. Mi chiede quasi distrattamente cosa faccio io e le mostro le mie foto. \u00c8 l\u2019occasione per far emergere il suo insegnare, il suo essere donna che inventa e sperimenta. Senza esitazioni mi dice che alcune delle mie cose \u201cle fanno cagare\u201d e che dovrei inventarmi una tecnica diversa, che lei mi mostra e che sperimenter\u00f2 il giorno dopo, ma, aim\u00e8, con scarso risultato. Torniamo in macchina con lei ed a casa sua per poi andare a mangiare in un posto restaurato: un\u2019ex molino del 1445, pieno di opere d\u2019arte e curato nei minimi particolari, con produzione di cibo e alimenti vari. Si parla di vita, di sentimenti, di progetti, sono discorsi che hanno un certo spessore e a cui, spesso, non riusciamo a dare risposta, ma che segnano la vita. Proprio come il suo corpo che ha dei limiti, e che la costringono a gesti forzati, che l\u2019hanno segnata, ma mai costretta alla rassegnazione di ci\u00f2 che fa ed ha sempre fatto, piuttosto alla ricerca di soluzioni ed inventiva. Questo \u00e8 Mirta e mi affascina molto. Vorrei ascoltarla ancora a lungo, ma si fa tardi per tutte e torniamo a dormire, l\u2019indomani io sar\u00f2 alle prese con la mia deludente prova di disegno su ceramica e Susy con l\u2019incontro con Fiorenza Pancino, sempre di Faenza, sempre ceramista, sempre sotto la pioggia.<\/p>\n<p><i>A volte le parole non bastano.<\/i> <i>E allora servono i colori.<\/i><br \/>\n<i>E le forme.<\/i><br \/>\n<i>E le note.<\/i><br \/>\n<i>E le emozioni.<\/i><br \/>\n<i>(Alessandro Baricco) <\/i><\/p>\n<p>Il laboratorio di Fiorenza e a pochissimi minuti da quello di Mirta. Susy ha trovato nuove creazioni e, per questo, dovr\u00e0 passare da lei per fare il carico non previsto. Entro nel suo laboratorio tutto bianco dove i colori che emergono sono solo quelli delle sue opere: fiori, torte, animali, angeli tutti coloratissimi, tutti bellissimi, ovviamente. Io scorgo una ballerina ed un calamaretto e li trovo perfetti da regalare ai miei figli. Scelgo la ballerina rossa e gli accosto il calamaretto pi\u00f9 rosso scuro&#8230;. Noto che l\u2019accostamento di colori non mi convince e scelgo successivamente il calamaretto verde. Ecco: sono perfetti! Non banalmente Fiorenza mi dice che ogni oggetto che lei crea richiama le emozioni ed ogni colore le accompagna. L\u00ec dentro io non sceglier\u00f2 mai un oggetto ed un colore che poco richiamano la mia anima, il mio modo di essere in quel momento. Ogni oggetto che ha creato ha segnato un momento della sua vita ed \u00e8 per questo che i colori che si trovano sono particolarmente diversi tra loro: ci sono fiori tutti neri oppure tutti colorati, forme grandissime oppure piccolissime. \u00c8 ci\u00f2 che siamo noi: mai uguali neanche nell\u2019arco di una giornata, ma un mix di emozioni e sentimenti.<\/p>\n<p><i>L\u2019eleganza non \u00e8 farsi notare, ma farsi ricordare. (<\/i><i>Giorgio Armani) <\/i> <\/p>\n<p>Una piccola pausa dalla ceramica la prendiamo la sera dove andiamo, insieme con Mirta, a Lugo, un paesino a 15 minuti da Faenza. L\u00ec ci aspetta Stefania che lavora in uno store di abiti Vintage, storico e dal nome poco confondibile, italiano insomma: ANGELO. Una palazzina di tre piani che sembrano pochi quando scopriamo l\u2019immensa collezione di abiti ed oggetti vintage. Un viaggio nel passato, nell\u2019eleganza e l\u2019originalit\u00e0 degli anni passati. Oggi \u00e8 tutto cos\u00ec omologato e monocolore&#8230; un tempo si osava di pi\u00f9, l\u2019ego era molto pi\u00f9 forte, almeno all\u2019apparenza. Comprerei tutto se fossi la figlia di Berlusconi, ma torno alla realt\u00e0 ed acquisto \u201csolo\u201d due coperte che potr\u00f2 usare per rallegrare i letti dei miei bimbi. Stefania \u00e8 gentilissima, accomodante e mi racconta che Angelo ha aperto questo store da circa 45 anni e che ha clienti di fama mondiale. Che bello, ancora qualcosa per cui farci invidiare dai Parigini e la loro moda per me discutibile&#8230;.. Finito il tour nel passato andiamo a trovare Enrico che lavora con il legno e fa sculture di ogni tipo in metallo. C\u2019\u00e8 una bellissima cucina in acciaio e legno, c\u2019\u00e8 un tavolo rivestito di pelle, una lampada con la sella di cavallo che sembra uno struzzo&#8230; quanta genialit\u00e0 in un solo negozio penso. Penso anche che domani sar\u00e0 il nostro ultimo giorno e che, fra poco, andremo a cena a casa di Mirta, mangiando una zuppa orientale con Miso ed altri semini che ignoro, ma di cui Susy \u00e8 esperta e golosa, &#8230;. per poi riposare e tornare a Torino, con l\u2019ultima tappa a Bologna<\/p>\n<p><i>\u201cGli oggetti avevano la specialit\u00e0 di impiantarsi nell\u2019anima per poi dire all\u2019anima che cosa fare&#8230;!\u201d <\/i><i>(Bruce Chatwin) <\/i> <\/p>\n<p>Direzione Bologna, dunque, con la Betty a bordo che mi fa da navigatore sostituendo Susy e che mi mette all\u2019inseguimento di veicoli colorati, motorini, furgoni e vecchiette che attraversano la strada, per indicarmi la direzione da seguire. Mi sento come Frank Poncharello nei \u201cChips\u201d, solo che io non sono nelle larghe strade della California, sono nei vicoli di Bologna!!! La Betty \u00e8 ceramista e lavora da tanti anni con Carlo loro sono Pastore e Bovina L\u2019ingresso del loro negozio, \u201cCrete\u201d, \u00e9 molto elegante, con oggetti veramente curati e di prestigio. Nel retro il laboratorio, dove si respira la creativit\u00e0 e la sperimentazione, la produzione elegante e ricercata. Brinco Betty per sapere le varie fasi di lavorazione e, gentilmente, lei mi spiega che c\u2019\u00e8 molto lavoro e che il tempo \u00e8 sempre poco, che Carlo si occupa dei disegni e che Giovanni \u00e8 l\u2019addetto al negozio. Una visita veloce perch\u00e9 il tempo \u00e8 ristretto. Susy sceglie le creazioni da proporre nel suo spazio, carichiamo la macchina e si procede verso Torino non prima di aver fatto una piccola parentesi, con tutti loro, parlando di gusti musicali e di come sia difficile per chi fa questo mestiere potersi concedere degli spazi di libert\u00e0, di passare ogni giorno con le mani sporche e la testa piena di pensieri, di avere una vita ma condizionata dal momento attuale, dove ci\u00f2 che lasci \u00e8 perduto e devi fare delle scelte che a volte pesano, ma necessarie per inseguire un sogno, l\u2019unico che li motiva per farli alzare ogni mattina: LA CERAMICA.<\/p>\n<p>\u201cIl viaggio non soltanto allarga la mente: le d\u00e0 forma\u201d (Bruce Chatwin)<\/p>\n<p>Ringrazio Susy per avermi reso partecipe di cosa c\u2019\u00e8 dietro una creazione, che ogni oggetto che vedr\u00f2 nel suo negozio da oggi avr\u00e0 una storia legata all\u2019artista stesso, quello che ho conosciuto in questo breve viaggio. Dietro quell\u2019oggetto c\u2019\u00e8 un\u2019anima con tutte le confusioni, determinazioni, emozioni, sfide, orgoglio, paure, stanchezza, originalit\u00e0 e che la forma e i colori sono \u201csoltanto\u201d il mezzo che hanno per comunicarcelo. Ricordatelo quando comprerete un\u2019opera da \u201cCreativity Oggetti\u201d. Ringrazio tutti gli artisti per averci regalato il sole, che alla fine \u00e8 arrivato, ma non serviva pi\u00f9 se non per farci viaggiare serene.<\/p>\n<p>Barbara Giovinazzo<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro giorni, Emilia, Romagna, sei botteghe, ceramica, ceramisti e tanti incontri. Viaggio per la ceramica documentato da Barbara driver e non solo &#8230; &#8220;L&#8217;uomo \u00e8 un essere di desiderio. Il lavoro pu\u00f2 solo soddisfare i suoi bisogni. Sono rari i privilegiati che riescono a soddisfare i bisogni dando retta al desiderio. Costoro non lavorano mai.&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":21316,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[243],"tags":[],"class_list":["post-56261","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog-en"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56261"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56261\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.creativityoggetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}