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 D’ispirazione Kintsugi - tecnica giapponese che consiste nel dare nuova vita agli oggetti in ceramica  - gli interventi di Aqto su vasi realizzati da Pastore e Bovina - dalla serie Naturali - trasformano le fratture in supporto delle  Baboje, gioielli scultura realizzate interamente a mano assemblando senza saldature oggetti in alluminio di uso comune.

 

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Il bucchero di Luca Mainardi nelle Terre Alte

La sua esperienza con la tecnica del bucchero nasce dall’idea di cuocere i pezzi senza l’ausilio di un forno moderno (elettrico o a gas), ma in un forno autoprodotto e alimentato a legna.
Il forno  realizzato consiste in una buca profonda circa 1 metro e mezzo nella quale, una volta acceso il fuoco, viene inserito un contenitore di metallo che utilizza come camera di cottura. Il contenitore, sigillato da un coperchio, consente di creare un ambiente in riduzione di ossigeno.
Luca ha iniziato a sperimentare questa tecnica in alta montagna (1870 metri slm), servendosi della legna disponibile sul territorio tra cui il legno di larice che, essendo ricco di resina, permette di ottenere degli effetti argentati sulla superficie del vaso.


Le origini del bucchero

La parola bucchero deriva da bùcaro, termine spagnolo del XVI secolo con il quale furono designate alcune ceramiche bruno-rossastre non smaltate tipiche dell’america latina. 
Per la somiglianza ai primi ritrovamenti archeologici etruschi, risalenti al medesimo periodo, fu esteso tale denominazione anche a questi ultimi.
Il bucchero infatti si caratterizza per una colorazione nera in assenza di smalti. La semplicità di questa tecnica giustifica in parte la sua diffusione in moltissime culture nel mondo fin dall’antichità.

La tecnica del bucchero

Questa tecnica in apparenza molto semplice prevede la foggiatura del pezzo con il tornio, lastra o colombino cui segue una lunga ed accurata brunitura (o lisciatura) con stecche di legno o minerali. Questa lavorazione permette di ottenere un manufatto lucido e parzialmente impermeabile.
Una volta raggiunta la completa essicatura, si procede con la cottura in ambiente riducente – cioè in carenza di ossigeno. In questo modo, l’ossido ferrico contenuto nell’argilla si converte in ossido ferroso, facendo assumere all’oggetto una colorazione nera anziché quella rossa, tipica delle terrecotte.
Il vaso in bucchero è caratterizzato quindi, seppur non smaltato, dalla minima porosità e da un’intensa monocromia nera lucida.
Le strategie per ottenere questo effetto sono diverse e ognuna caratterizzata da specifici accorgimenti quali il metodo di cottura, il combustibile per la riduzione, la composizione dell’argilla utilizzata e la modalità di brunitura.

Settembre 2021 - Ottobre 2022

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