Le syrante sono per definizione mezze sirene e mezze sante.
Sculture in porcellana e oro zecchino a terzo fuoco
Le Syrante sono piccole figure in porcellana pensate e realizzate alla maniera delle ushabti egiziane e assire. Rappresentano le forze costruttive e positive, metà pesce e metà umane.
Sono figure che prendono spunto dai numi tutelari come I LARI nelle case dell’antica Roma. Presenze benefiche, un po’ umane e un po’ pesce, per passare dalla dimensione liquida a quella solida e innalzarsi verso quella spirituale. Sorta di anfibi, così come è anfibia la personalità di ELICA Studio ovvero la capacità e la versatilità di passare attraverso gli elementi, cioè i materiali, le idee i progetti.
La sirenomelia è una malformazione che presenta gli arti inferiori attaccati ed era emblema della lussuria nel Medioevo. Le sirene erano anche simbolo di sensualità e vanità e, generalmente, avevano in mano uno specchio o un pettine. Adargadis, dea assira, è stata la prima sirena della storia. Queste figure sono presenti in tutte le culture del mondo, compresi molti manga giapponesi. Un mito pop che dagli ushabti egiziani, passando per la Sirenetta di Andersen, arriva alle Syrante di ELICA Studio.
Le syrante sono per definizione mezze sirene e mezze sante.
La metà “santa” prende ispirazione da una perfomance del 1998 di ELICA, intitolata “Mutilazioni” che rimandava all’agiografia dei santi e agli assurdi motivi per cui, soprattutto le donne sante, venissero sottoposte a ogni genere di mutilazione perché non “rispettose” dei voleri e di una cultura maschilista e patriarcale che imponeva loro divieti e impartiva ordini assurdi, negando loro la libertà di scegliere.
LE MANI: la vita di Uliva è sospesa fra storia e leggenda nel Medioevo.
Un re aveva visto nelle sue mani, quelle bellissime della moglie morta e quindi la desiderava come moglie.
Il rifiuto di questa unione costò a Uliva l’amputazione delle mani.
I SENI: Sant’Agata nacque probabilmente a Palermo o forse a Catania,
La sua famiglia era nobile e illustre e lei, fin dalla giovane età, si era consacrata a Dio.
Quinziano, pretore di Sicilia, voleva sposarla per le sue ricchezze.
Al suo rifiuto, venne stesa su un cavalletto e Quinziano le fece strappare i seni con una tenaglia.
LA LINGUA: Cristina era nata sul lago di Bolsena. Suo padre Urbano era governatore e nemico dei cristiani e quando scoprì la fede della figlia, la fece rinchiudere in prigione.
Morto il padre, divenne pretore Giuliano che la fece rinchiudere in una gabbia di serpenti e le fece strappare la lingua.
GLI OCCHI: Lucia nacque a Siracusa nel 281 da famiglia nobile e ricca. Da giovanissima fu promessa in sposa a un giovane, nobile ma pagano. Lei, che era votata a dio, rifiutò la proposta. Il pretendente si vendicò e la denunciò come cristiana e il 13 dicembre del 304 fu martirizzata e le vennero strappati gli occhi.
I DENTI: Apollonia era originaria di Alessandria d’Egitto e fu educata alla religione cristiana, facendo voto di verginità.
Durante la persecuzione di Decio fu arrestata: avendo dichiarato la sua fede, fu condannata a morte ma, prima di essere arsa viva, le furono strappati i denti.
IL PENE: L’unico uomo di questo elenco è Origene, nato nel 183/85 forse ad Alessandria .
Divenne teologo e fu allievo di Clemente D’Alessandria e sin da giovane si dedicò all’insegnamento. Il vescovo Demetrio gli affidò la preparazione dei catecumeni. Per non cadere in tentazione Origene si auto-evirò.
Nel 250 fu perseguitato da Decio e morì in seguito alle torture subite nel 253/54.