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silicone rubber, mineral fibers/ gomma di silicone, fibre minerali 9 x 5 x 0,5 cm

silver, patina, leaf gold/argento, patina, foglia d’oro 4 x 4,5 x 3,5 cm

wood, silver, pearls/legno, argento, perle 6 x 5 x 5 cm

24 k gold, silver, recycled silk paper, fretsaw blade / oro 24 k, argento, foglio di seta riciclato, traforo
 8 x 11 x 5 cm

925 silver oxidized with the use of black ceramic paint/
argento 925 ossidato con vernice ceramica nera 4,3 x 6,3 cm

silver 925, silver burnished /argento 925, argento brunito 
4,3 x 7,2 x 1,2 cm

bronze ring with mechanical transformation, from sculpture to the ring; patina, support in bronze. 
anello in bronzo, con meccanismo per trasformazione da scultura in anello; patina, supporto in bronzo. 
3,6 x 3,6 x 5,1 cm

silver, wax casting, enamel, black porcelain dyed dough
ring 2,8 x 2,8 x 3,4 cm; with sculpture 13 x 13 x 6 cm
argento, fusione a cera persa, smalto, porcellana nera tinta in impasto.
anello 2,8 x 2,8 x 3,4 cm; con scultura 13 x 13 x 6 cm

paper, special lacquer, eyelets and aluminum; was made using origami, laser cutting and gold smithing/
carta, lacca speciale, occhielli e alluminio; è stato realizzato utilizzando origami, taglio laser e lavoro di oreficeria 4,5 x 4 x 5,5 cm

walnut matt wood with a brushed bronze construction / legno di noce opaco, con costruzione in bronzo spazzolato.
8,2 x 3,8 x 4 cm

silver, loofah, lost wax cast, constructed dyed/
argento, luffa, fusione a cera persa, tinta 5,3 x 2,7 x 0,7 cm

oxidized silver, piano keys in ebony, red two-component resin/
argento ossidato, tasti di pianoforte in ebano, resina bi-componente rossa 5 x 2,5 x 1,2 cm

silver ruthenium plated/argento placcato in rutenio 2,7 x 1,8 x 3,5 cm

CREATIVITY CONTEST-Il gioiello si mette in posa Maggio-Giugno 2017

“Creativity Contest – Il gioiello si mette in posa”
Dal 13 maggio al 30 giugno 2017
Inaugurazione sabato 13 maggio dalle ore 16:30 alle 20


Foto Federica Cioccoloni

Progetto grafico 
Barbara Sales

Catalogo con testi di Paola Stroppiana 

Floral Designer Valentina Claudi

Giuria: Daniela Bulgarelli, Enrico Debandi, Ludovica Gallo Orsi, Antonella Giani, Nichka  Marobin


“Creativity Contest-Il gioiello si mette in posa”, torna alla sua seconda edizione.
Un concorso internazionale riservato a jewellery designers e artisti che dà vita ad una mostra “Il gioiello si mette in posa” che inaugura il 13 maggio 2017.
Il concorso biennale organizzato da Creativity Oggetti quest’anno vede protagonista l’anello come oggetto-scultura nello spazio, inteso non solo come monile ma come elemento decorativo.
Le molte risposte provenienti da più svariati paesi danno vita ad una mostra in cui gli artisti selezionati dimostrano tutti una grande adesione al concept, pur non tradendo mai la specificità della propria ricerca. Interpreti dei gioielli che si sono distinti per ricerca di materiali, concept e aspetto formale, i 13 autori internazionali selezionati: Rafael Luis Alvarez (Argentina), Nikolai Balabin (Russia-Filnlandia), Angela Ciobanu (Romania), Nicolas Estrada (Colombia), Anna Król (Polonia), Laura Forte (Italia), Marco Malasomma (Italia), Renata Manga- nelli (Italia), Lital Mendel (Israele), Liliya Milpetrova (Bulgaria-Inghilterra), Mabel Pena (Argentina), Stenia Scarselli (Italia,), Nicole Schuster (Germania), che pre- senteranno oltre alle opere scelte,vere e proprie collezioni.
L’esposizione consentirà quindi di dare maggior risalto alla ricerca artistica dei partecipanti. Al pubblico che visiterà l’esposizione, insieme alla giuria, il ruolo decisivo di assegnare a fine mostra i premi stabiliti, partendo dal più ambito: il servizio fotografico in still life di un’intera collezione, realizzato in studio dalla fotografa Romana Federica Cioccoloni, che  ha realizzato per le opere in mostra uno scatto fotografico particolarmente elaborato, specificatamente studiato per questa occasione. Attraversato da uno spirito giocoso, l’intento del concorso diventa occasione, per una proposta di indagine di più ampio respiro sul gioiello contemporaneo, dove il fine supera il pur interessante confronto tra jewellery designer di ambito internazionale e il risultato che ne decreta la vittoria. Contaminazione di linguaggi, sapienza tecnica, narrazione, capacità di emozionare. Il gioiello può e deve essere tutto questo. Se fosse una domanda, armonia sarebbe la risposta.

Creativity Oggetti punta da 16 anni i riflettori su artisti e designer che dedicano il loro lavoro alla ricerca di capi d’opera all’insegna dell’ hand made e alla definizione di un linguaggio artistico personale, facendo da tramite tra l’artista e il pubblico e promuovendo lavori per la maggior parte inediti. L’idea di dare una voce a chi fa ricerca, o magari dedica la propria vita a definire un linguaggio artistico personale, può essere un buon motivo per ideare e promuovere un concorso dedicato al gioiello contemporaneo con uno sguardo internazionale. “Il gioiello si mette in posa” vuole essere una vetrina che offre opportunità professionali a tutti i partecipanti.
Le opere saranno in esposizione e vendita fino al 30 giugno 2017 e lasceranno documento del loro passaggio nel Catalogo “Il gioiello si mette in posa” con i testi di Paola Stroppiana e le fotografie di Federica Cioccoloni.


....Le proposte di questa edizione dimostrano tutte una grande adesione al concept, pur non tradendo mai la specificità della propria ricerca: Angela Ciobanu (Bucarest-Romania, 1984) inverte la prospettiva del gioiello da ornamento del corpo, oggetto da esibire, a parte integrante della psicologia di chi lo indossa, conferendogli memorie e esperienze che diventano patrimonio esclusivo, suo e di nessun altro. Non ti scordar di me (realizzato con materiali delicati come la seta riciclata a sottolineare la fragilità dei ricordi) è talismano di memorie, è patto segreto con chi lo indossa, complice di emozioni, linguaggio privato. Artista a 360°, Renata Manganelli (Torino-Italia, 1968) è giunta al mondo dei gioielli attraverso un percorso tortuoso ma coerente, in cui le sue potenzialità espressive hanno sempre saputo contaminarsi in modo armonico. Ed è proprio all’armonia dei contrasti che tende con l’opera Ossimori, sia nel concetto così propriamente espresso, che nella materia (porcellana e bronzo in fusione a cera persa, materia organica e inorganica), e infine persino nella fruizione finale di oggetto indossato e oggetto puramente decorativo. Il suo anello diventa manufatto compiuto, volumetria spaziale dall’autonomia estetica e funzionale, quale sia il suo uso. Correttamente definito metascultura, metamorfosi in fluida trasformazione, con tanto di scatola scultura contenitrice, secondo il desiderio di chi la colloca nello spazio intorno a sé. La metamorfosi, questa volta della Natura, è il tema della ricerca di Mabel Pena (Buenos Aires-Argentina, 1958), focalizzato sull’utilizzo di materiali naturali, in questo caso un vegetale, la luffa, pianta asiatica da cui si trae la spugna. Racemi che si librano nell’aria, che si elevano, a ribadire il potere autorigenerante della natura stessa, elevazione, crescita che diventa presenza totemica, affermazione poetica, forza primitiva. La forma, la conoscenza di una tecnica antica come l’origami, la materia, e persino l’aspetto cromatico: tutto per Lital Mendel (Holon-Israele, 1979) diventa strumento per realizzare un contenitore di ricordi, come gli antichi ciondoli-recipienti che nelle varie culture possono essere scrigni di elementi preziosi, e, per traslato, di memoria. La cultura giapponese è una scelta ponderata, poiché è alta manualità a servizio di concetti complessi, non scevri da implicazioni sentimentali come la poesia o la nostalgia. Nikolai Balabin (Leningrado-Russia, 1955) fa della tecnica lo snodo concettuale della sua ricerca: la colatura della sabbia diventa una metafora della vita: l’artifex qui si affida a processi che si avvicinano alla divinazione, alla lettura del destino attraverso il caso, soluzioni inaspettate, vertiginose potenzialità moltiplicate in un universo dove è il caso a determinare l’aspetto esteriore e di conseguenza l’essenza stessa. Citazioni del costruttivismo, profonda cultura architettonica, visionarietà a servizio di un’idea: per Nicole Schuster (Gelsenkirchen -Germania, 1981) il luogo diventa topos, concetto, il ponte si fa passaggio, elemento che unisce e che si adagia, in questo caso sulla mano. Il corpo diventa paesaggio. L’anello non indossato, elegante nel suo ricordare con piccole canne d’organo l’ascendenza e il suo contrario, valorizza l’idea platonica del ponte come emblema di connessioni, fisiche e mentali. Rafael Luis Alvarez, (Buenos Aires-Argentina, 1959) si pone in relazione al mondo visibile e invisibile con un atteggiamento ieratico e sognante, e costruisce con le sue opere una cosmogonia indossabile che affida a nomi di antiche divinità: Gea, in tessuto e gomma, è da collocare in una più ampia visione in cui le dee della Terra, eteree figure, sono evocate con un linguaggio personalissimo, variamente declinato sulle dita, presenza leggera e nuova nello spazio. Nicolas Estrada (Medellín-Colombia, 1972), nella serie che chiama Primavera, eleva il legno a materiale nobile, austero. Nella scelta di una pianta legata alle sue radici colombiane, il Comino Crespo, c’è tutto lo spirito dell’artista. La scultura perfettamente proporzionata che si fa memoria, diventa simbolo, sentimento nostalgico, inteso come ritorno alle origini non privo di visionaria immaginazione: i pensieri germinano perle brillanti, forse lacrime, forse sogni. Liliya Milpetrova (Kazanlak-Bulgaria, 1981) compie una raffinata operazione di design in cui l’estetica della scuola modernista viene decostruita e ripensata in un manifesto ironico, a tratti surreale. Materiali come il legno e il bronzo spazzolato sono organizzati in moduli compositivi che rimandano ai mobili anni ’50 e conferiscono all’anello, assolutamente unisex, un ritmo compositivo che lo solleva da qualsiasi funzionalità, restituendolo al puro disegno. Stenia Scarselli (Volterra-Italia, 1968) riutilizza parti di un vecchio pianoforte per dare vita ad un oggetto nuovo, immaginabile su una scala più grande, difficilmente interpretabile come anello se non indossato, ma piuttosto come scultura astratta resa aerea dalla spinta verso l’alto. Un’energia che si percepisce nell’ideazione compositiva, nella scelta cromatica a contrasto, nell’associazione giocosa ad un trampolino, che è anche il titolo dell’opera, ad un camminamento medioevale, ad un salvifico passaggio. Nella scelta di contrapporre due geometrie, due metalli lucidi e rigorosi, Laura Forte (Copertino-Italia, 1982) esprime la volontà di realizzare una forma innovativa, pulitissima ed essenziale, autonoma e compiuta nella sua essenzialità che rimanda a certi equilibri tra esteriorità e interiorità, propria della cultura orientale e del gusto minimalista. L’approccio consapevolmente giocoso segna la ricerca di Marco Malasomma (Caserta-Italia, 1968) che tratta la materia con disinvolta leggerezza, sino a creare una scatola magica, quasi un dispositivo meccanico dove la geometria, la purezza delle linee e la sapienza tecnica convivono con un certo gusto per il divertissment. Anna Król (Cracovia-Polonia, 1983) dà vita ad un oggetto di grande sensibilità, un anello - magnete per pensieri e emozioni, una tecnica sperimentale al servizio di un’idea. Una sfera che si chiude su se stessa, lasciando intravedere il contenuto, senza svelarlo, come dotata di vita propria, autonoma ormai da chi l’ha creato, eppure ancora complice.....


Per la seconda edizione del Creativiity Contest si conferma la preziosa collaborazione con la fotografa Federica Cioccoloni, che ha realizzato per le opere in mostra un servizio di still life particolarmente elaborato, specificatamente studiato per questa occasione, e un servizio esclusivo per l’opera vincitrice, vero e proprio strumento di lavoro per l’artista-designer.
Federica, partendo dalla forte componente scultorea dei gioielli, frutto della creatività umana, ha pensato, per contrasto, ad un confronto con forme e colori della Natura, selezionandone aspetti di forte impatto cromatico e volumetrico da porre in stretto dialogo. Il confronto, serrato, permette ai gioielli di evidenziare aspetti nuovi grazie ai pattern materici di fiori e piante che diventano elementi grafici originali, sempre funzionali all’esaltazione dell’oggetto-scultura.
Lo strumento fotografico, come è nella sua natura, diventa esso stesso linguaggio creativo; nelle intenzioni di Federica questo può generare elementi di riflessione non solo per il fruitore finale ma per gli artisti stessi, che possono rileggere le proprie opere sotto un’ottica diversa, e scoprirne nuove potenzialità. La valorizzazione della materia diventa quindi elemento di continuità formale e concettuale tra la ricerca estetica alla base del gioiello e la sensibilità di chi ne restituisce la forza espressiva nell’immagine.

Federica Cioccoloni (Roma -Italia 1978) vive e lavora a Roma.
Attraverso gli studi presso il Liceo artistico prima e la facoltà di Storia dell’Arte Contemporanea poi, matura il gusto per la composizione e studia il potere scultoreo della luce. Nel 2010 si diploma presso la Scuola Romana di Fotografia, approfondendo in particolare la tecnica dello still life, iniziando dalle basi con la pellicola e il banco ottico. Dal 2012 la sua ricerca artistica e professionale si è indirizzata nella fotografia del gioiello con particolare attenzione alla ricerca nel gioiello contemporaneo e alle sue varie declinazioni. Nel 2012 ha partecipato alla collettiva I.M.A.G.E. a Roma organizzata dall’Associazione Italia nel Cuore e nel 2014 partecipa all’ideazione del primo Creativity Contest esponendo poi le sue immagini nello spazio di Torino promotore del concorso. 
Dal 2014 porta avanti una personale ricerca estetica, che cerca di sdoganare lo still life come fotografia prettamente da studio, e lo porta in esterna adattando condizioni di luce e texture trovate più o meno casualmente a quelle che sono le necessità estetiche dell’oggetto che si trova a catturare.

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